Ho sentito dire che, quando un giornale (dunque un organo di informazione, che deve essere neutrale e informare tutti sui fatti, non sulle opinioni) tifa più o meno spudoratamente per una squadra o una parte (politica, religiosa, sociale che sia), allora la democrazia può essere considerata come entrata in quella fase dove tutto è permesso. Una democrazia da paese civile, insomma, come avrebbe il coraggio di dire qualcuno.
Finché la faccenda rimane limitata al calcio, questo non provoca danni sociali ma, al più, sgomento in chi legge, o cerca informazione. Al massimo può dare conati di vomito, oppure portare al sarcasmo, ma non oltre. Chiaramente, poiché la Puzzonia è un paese moderno, i suoi bravi giornali principali hanno degli alleati, o viceversa. I tre grandi quotidiani sportivi, infatti, sono ormai dichiaratamente pro o contro le principali squadre, se non addirittura nelle mani economiche dei club.
Il Gazzettino degli Sportivi, che ha sede a Sfengiati e un tempo si distingueva per sobrietà e addirittura seguiva e organizzava manifestazioni di altri sport, sostiene l’Atletico Puzzonia ed avversa Sfengiati 1965 e Puzzese.
Omnisport, da Turbico, è per l’Audace Turbicese ed avversa Atletico Puzzonia e Tommanese.
Sport Arena, che si trova a Tomma ed è stato per decenni veramente indipendente, ultimamente ha svoltato sulla strada del tifo e si ritrova spesso e volentieri a sostenere la Tommanese (la Puzzese solo secondo necessità), contro la Ghidricense e le squadre di Sfengiati.
In questo clima di grande allegria, talvolta si scoprono altarini sulle influenze politiche di questo o quel partito sulle squadre. Così si dice che sulle squadre di Sfengiati (in particolare sull’Atletico) e a Ygroh tiri vento di teocrazia; su Tommanese, Renciai e Gerlo influiscano i tecnocrati e -pare- avanzi di quelli che una volta si sarebbero chiamati “comunisti”; mentre a Turbico gli autocratici più sfegatati siano ultràs dell’Audace, e non disdegnino la Puzzese. Sono voci. In realtà, allo stadio il tifo è calcistico, quindi è dura capire chi è cosa.
Ma tanto, in un paese come il nostro dove il colore politico è trascurabile rispetto alla fede calcistica, questa è pura curiosità. Almeno si spera.
Nel quadro acre della cronaca sportiva, gli spazi ben curati dai quotidiani tradizionali (come il pezzo del Popolo Sovrano, di Tomma) sono profumo di violetta e freschezza di menta. Fanno pensare e fanno sperare. Possiamo sperare nell’obiettività per goderci il calcio?
27 Giugno 2008
Comunicato Stampa U.S.PRO.
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